mercoledì 6 febbraio 2008

Le parole che uno vuole sentire e quelle che non si vogliono sentire ...

Traduco liberamente:
" Se siete seri ortolani, dovete tenere delle note. Pianificare la raccolta di queste informazioni dovrebbe essere parte della pianificazione del vostro orto. Migliore è la vostra pianificazione e più efficientemente sarà impiegato il vostro tempo. Create i vostri appunti così come create il vostro orto; traete vantaggio dagli errori e aggiungetevi nuove idee".
E fino qui mi trovi PERFETTAMENTE D'ACCORDO. Cerco di farlo.
Un po' di Legge di Murphy applicata alla pianificazione:
" Non prendete i vostri appunti su un pezzo di carta, sperando di essere in grado di trovarlo quando ne avrete bisogno. "
"Non utilizzate un quaderno ad anelli, perchè se siete in grado di togliere una pagina, siete anche in grado di perderla".
POI ARRIVA QUELLO CHE NON VOLEVO SENTIRE
" Alla fine della stagione avrete un quadro completo dei vostri risultati ed i vostri appunti vi tireranno su il morale".
Tenere degli appunti, ogni tanto, mette anche in luce i troppi sbagli e gli insuccessi ... SOB!
Tuttavia il ciclo si richiude: traete vantaggio dagli errori. E fintanto che la famiglia non è dipendente (alimentarmente parlando) dai miei insuccessi ... ma chi se ne fr...ga!

6 commenti:

  1. Sono molto comodi i calendari mensili. Quelli con una pagina per mese, i giorni su due colonne con a fianco un piccolo spazio per fare annotazioni. Lui va tenuto nell'orto (nel mio caso) o appena entri in casa (nel tuo). Su questo ogni volta che fai operazioni le segni. A fine anno io faccio un riepilogo così so che cosa ho fatto e quando e l'anno dopo cerco di ripetere le cose andate a buon fine e trovare una soluzione diversa per quelle andate male. Esempio l'anno scorso ho seminato le cipolline da sott'aceto il 18/2 e le cipolle rosse il 19. Cavolacciooo... devo andarmi a comperare i bulbetti.

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  2. Ce l'ho ben una cosa così ... ma la devo organizzare un po' meglio. Ci sto studiando su!

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  3. Lasciatemi filosofeggiare un pò: coltivare un orto insegna che esistono stagioni propizie e stagioni meno propizie, che le piante reagiscono alle variazioni climatiche e che la dedizione dell'uomo è vitale.
    In altre parole che si devono accettare le fortune o i rovesci del destino così come i successi o gli insuccessi.
    Che gusto ci sarebbe a seminare oggi per raccogliere sicuramente tra 2 mesi?
    funtanin

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  4. Hai assolutamente ragione! Forse è solo il mio bisogno interiore di ordinare le cose ...
    Devi comunque sapere che le dimensioni del mio orto sono paragonabili a quelle del fazzoletto da naso di una volta (i "tempo" sono piccoli anche per il mio orto ...). Quindi, sebbene non voglio ottenere prestazioni superbe, ho bisogno di far combaciare le variabili spazio, tempo, terreno, colture per ottenere quanto posso (non quanto voglio).
    Come detto in uno dei primissimi post (mi sembra) di 'sto blog, questo orto - e molti che seguiranno - sono il mio "quaderno degli esercizi" per quando potrò finalmente avere "L'ORTO" ... più o meno tra altri 30 anni quando avrò finito di pagare i contributi e di girare come una trottola e mi potrò stabilire nel mio mondo finalmente autarchico. Per allora vorrei arrivare con un bagaglio di nozioni teoriche e prastiche tali da autosostentarmi almeno per quanto rigaurda la verdura. Quindi cerco avidamente informazioni, scambio idee, guardo e imparo, anche dagli errori.

    Senti, ma in quel mitico ristorantino cosa hai mangiato? La categoria era tartufi .... nella tua "guida funtanin" quante stelle gli dai? Non si sa mai che nelle mie scorribande capitoline non inciampi anch'io da quelle parti...

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  5. Il mio orto è grande e talvolta non gli sto dietro, ma ti assicuro che proprio autarchia no, ma ci sono quasi tra verdure fresche, congelate, vasetti, marmellate,...

    Uso il tag "tartufi" per luoghi, persone, locali, tutto quello che mi soddisfa: quindi è una visione del tutto personale.
    Però mi capita spesso di essere da solo a cena e per ogni città ho in mente un modello di ristorante dove in realtà il cibo è solo una componente (e neanche la più importante).
    Il tema mi stuzzica: farò un post sul mio blog.

    Sei ad Amburgo: ho capito bene?
    Saluti

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  6. Hai capito bene, io sono quello che sta ad Amburgo ... qui niente tartufi, le specialità locali non sono molte: zuppa di anguilla (tempo di digestione dai 7 ai 10 mesi), arringa in tutte le possibili permutazioni e rote Gruetze (un misto di frutti di bosco, per lo + rossi, in gelatina).

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