Un week-end pieno.

Come qualche malizioso può aver notato, il week-end è "pausa-dal-blog". Un po' per carenza tecnica (niente connessione, niente blog), un po' per volontà, un po' perchè ho altro da fare.
Anyway, per tenere aggiornati i parenti lontani ed i curiosi:
Orto: rimpiolate le piantine di pomodoro e messe in vasetti più grandi che le ospiteranno fino al trapianto; seminato un po' di aglio; visto nascere i peperoni (gli elefanti hanno una gestazione più corta della mia attesa per vederli sbucare dalla madre terra). Avrei dovuto seminare la cicoria da taglio ... ma visto il tempo forse è meglio se aspetto ancora un po'!
Famiglia: figlia distrutta causa influenza; nanetto distrutto causa eccesso di permamenza in locale chiuso (essendo un tipino "dinamico", necessita della sua oretta di aria! Quindi domenica - pioggia o non pioggia - l'ho portato a fare un giretto nel bosco, con annessa fetta di torta e cioccolata calda quale ricompensa di siffatta epica impresa) ed eccesso di TV; moglie distrutta causa figli esagitati in casa e tempo atmosferico decisamente PIOVOSO (con una certa tendenza al tempestoso in alcuni momenti della giornata).
Hobby vari: costruita la cantenna per ovviare alla carenza tecnica di cui sopra e modificata la scheda wifi del portatile per permettere la connessione ad un'antenna esterna (risultati, tuttavia, non all'altezza delle aspettative, ma penso sia da ricondurre a problemi software più che all'hardware ... da vedere). Nota tecnica: saldare un coassiale su una scheda pcmcia NON è proprio una passeggiata sulla marina!
Letture: Into The Wild, di Jon Krakauer, 1995. Sensazioni contrastanti. Più che altro mi riporta alla mente cose già viste: turisti fai-da-te che decidono di avventurarsi in luoghi dove non dovrebbero andare e che poi finiscono per perdersi o peggio (salvo poi il fatto che qualcuno deve pure andare a cercare le spoglie ... come detto, già visto!). Certo il fascino per i grandi spazi e l'Alaska entra di prepotenza nel lettore. Talvolta mi sembrava di respirare l'aria fina delle pendici del McKinley o di quel mattino che ho incontrato un cervo a Fontanino Celentino .... o forse era solo che mia moglie aveva lasciato la finestra aperta?

Commenti

  1. > Into The Wild, di Jon Krakauer,
    > 1995. Sensazioni contrastanti.

    L'avevo ben scritto che il libro non era memorabile... e sono condivisibili tutte le osservazioni che fai; anche qui s'è recentissimamente riparlato di una coppia (turisti? sprovveduti? decrescitori? vegani? s'è detto di tutto) ritrovata nei pressi di Cecina qualche anno fa.

    Tuttavia, il film è parecchio più potente del libro: Sean Penn si mantiene in apparenza fedele all'originale ma in realtà mira a colpire direttamente al cuore gli spettatori (e, a giudicare dal numero di magoni visti in sala e dal numero di interventi letti in rete, ci riesce perfettamente).

    Nostalgia di una natura sempre più deteriorata, voglia di non essere (rin)tracciabili nell'epoca della massima (rin)traccibilità, bisogno fisiologico di "riprendere contatto" con le attività manuali e legate ai bisogni primari: queste IMHO sono alcune delle chiavi del boom di un film che 40 anni non avrebbe avuto la medesima fortuna.

    (Last but not least: al di là dei panorami, c'è pure una musica splendida, Eddie Vedder dei Pearl Jam).

    Ciao!
    equipaje (che non riesce a loggarsi, robb de matt)

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