lunedì 28 luglio 2008

Anche a nord dell'Elba ...

... maturano i pomodori!

Le piccole soddisfazioni di uno squinternato ....

lunedì 7 luglio 2008

Respiro, ergo vivo: spiegazioni generali.

Visto che se ne parla, forse è meglio che scriva ora le premesse che avrei dovuto scrivere prima.
Forse il titolo corretto dovrebbe essere: "io ed il computer, più odio che amore".
Premessa storica: in casa abbiamo SEMPRE avuto 'ste scatolette impazzite. Il primo è stato un DAI (mai sentito? Non preoccupatevi, era prima del VIC20 e dello ZX80 ...)
Quindi sono cresciuto a pane e bit. Sempre bit della fantomatica multinazionale.
Ho sempre cercato di stare al passo con i prodotti che man mano venivano smerciati e man mano che passava il tempo mi rendevo conto della aberrante logica del mercato: GUI super accattivanti che richiedono processori sempre più performanti e memorie sempre più GBantesche; virus sempre più bastardi dentro ,che richiedevano antivirus sempre più invadenti (mai provato a disinstallare definitivamente un prodotto dei compagni di merenda della citata multinazionale?)
Fin qui poco male. Ero giovane e avevo tempo da buttare.
Poi è arrivata LEI! Mia moglie.
L'antitesi dell'informatica, l'anticristo del chip. Ella emana energia negativa che il computer in qualche modo recepisce ed assorbe. Quando si avvicina al computer, questo inizia a sudare, a tremare, a temere ... e regolarmente si scassa!
Un esempio? Io lavoro al computer per ore, poi ad un certo punto arriva lei e mi chiede se può scaricare la sua posta. Le cedo il posto e nel giro di 20 secondi il computer si blocca, o muore o si incasina.
Lei ... quell'angelo che mi chiede: puoi scaricare le foto dal cellulare? OK, faccio io. Ma poi mancano i driver, che non si trovano. O peggio che fino a ieri andavano e ora non vanno più.
Per farvela breve io ero schiavo del computer. Sempre dietro a sistemare questa o quella cazzata, a scaricare questo o quel driver, questa o quella applicazione per far andare le favole dei bimbi, piuttosto che l'ultimo dvd rippato, piuttosto che la scheda wifi. Io lavoravo per il computer!
Poi è arrivato LUI. No, non quello chiuso nell'armadio come pensa Harlock ...
Il macmini. E lui lavora per me. Io chiedo e lui fa! Se non fa, mi dice cosa fare per farlo andare, ed io eseguo. Niente registro di configurazione, niente ingrippamenti, niente: solo lavoro, lavoro che lui fa al posto mio.
Poi sono diventato matto, tutto in un colpo! È stato più o meno nello stesso periodo in cui sono uscito di casa e sono tornato col violino ... nessuno aveva mai saputo che amassi il violino, neanch'io!
E in questa follia mi sono lanciato lì dove non avevo mai osato osare: linux.
Ho comprato un portatile di ennesima mano su ebay, un po' di RAM e ho scaricato 17mila distribuzioni prima di arrivare a quella "giusta" per me e l'harware che ho: XUBUNTU. E anche lui lavora per me (non bene come mac, ma si impegna).
Concludo: il computer deve lavorare per me: deve rendermi la vita più facile; fare cose; regalarmi tempo. Tempo da spendere con chi mi sta vicino, tempo per fare quello che voglio. Libertà! Niente più schiavismi da irrigazione o da "hai chiuso la finestra?" "hai chiuso il gas" "hai staccaton l'antenna della TV che sta arrivando un temporale?" proprio un millisecondo prima che ti stia addormentando.
Orbene in questa mia (lo so che è folle, ma altrimenti non sarei il matto che sono) ricerca di ordine, l'ordine perfetto viene dal computer: che tutto vede, tutto sa e tutto fa. E siccome tutte 'ste cose gliele deve dire qualcuno ... il solo fatto di pensare a tutto quello che c'è da fare, mi dà la sensazione che tutto sia in ordine e che nulla sia lasciato alla mia innata capacità di dilazionare le cose da fare ... e quindi mi sento in pace con me stesso.
Ci vorrà tempo prima che tutto giri a meraviglia, ma il tempo investito (che è veramente poco) sarà compensato dal tempo guadagnato.

venerdì 4 luglio 2008

Respiro, ergo vivo.

La fase negativa sta finendo e forse ho pure messo un punto alle mie peripezie informatiche.
No. Non vuol dire che smetto di giocare col computer, vuol dire che forse ho trovato una soluzione "valida" alle mie esigenze.
Cosa centra con l'orto? Centra, centra....
Ho mandato in pensione Misterhouse, che non sono riuscito ad installare con la facilità che speravo e ho aperto le porte a OWFS, una soluzione molto più ... come dire ... fai-da-te.
Che novità eh?? Se non si smazza di saldatore e di codice, qui non si è mai contenti!
OWFS è un progetto open-source di automazione basato sul protocollo 1-wire (OW sta per One Wire) ideato dalla Dallasvattelapesca, che c'ha messo anche l'hardware.
Vabbè, ma cosa centra con l'orto? Centra, centra....
Dicevo l'harware ... una serie di sensori/attuatori che si collegano con due fili (sì, anche se si chiama 1 filo, usa 2 fili) ad una interfaccia attaccata al computer. Il computer riceve i dati e ci fa quello che voglio io.
Sti c***i! Voglio sapere cosa centra l'orto! E mo te lo dico, se aspetti un attimo te lo dico!!
Primo step: raccolta di dati meteo (temperatura, umidità, vento, precipitazioni)
Secondo step: sulla base dei parametri meteo, il computer decide se e quando dare da bere all'orto e calcola quanta acqua va consumata.
Terzo step: il computer decide se l'acqua del bidone di raccolta dell'acqua piovana è sufficiente ad irrigare l'orto o se è il caso di attivare l'elettrovalvola collegata al rubinetto.
OK, il computer non raccoglie ancora i pomodori da solo (devo fargli due gambette alla Spongebob ...), ma almeno mi toglie alcune rotture di scatole. E posso andare via per qualche giorno senza dover temere che i pomodori schiattino.