lunedì 7 luglio 2008

Respiro, ergo vivo: spiegazioni generali.

Visto che se ne parla, forse è meglio che scriva ora le premesse che avrei dovuto scrivere prima.
Forse il titolo corretto dovrebbe essere: "io ed il computer, più odio che amore".
Premessa storica: in casa abbiamo SEMPRE avuto 'ste scatolette impazzite. Il primo è stato un DAI (mai sentito? Non preoccupatevi, era prima del VIC20 e dello ZX80 ...)
Quindi sono cresciuto a pane e bit. Sempre bit della fantomatica multinazionale.
Ho sempre cercato di stare al passo con i prodotti che man mano venivano smerciati e man mano che passava il tempo mi rendevo conto della aberrante logica del mercato: GUI super accattivanti che richiedono processori sempre più performanti e memorie sempre più GBantesche; virus sempre più bastardi dentro ,che richiedevano antivirus sempre più invadenti (mai provato a disinstallare definitivamente un prodotto dei compagni di merenda della citata multinazionale?)
Fin qui poco male. Ero giovane e avevo tempo da buttare.
Poi è arrivata LEI! Mia moglie.
L'antitesi dell'informatica, l'anticristo del chip. Ella emana energia negativa che il computer in qualche modo recepisce ed assorbe. Quando si avvicina al computer, questo inizia a sudare, a tremare, a temere ... e regolarmente si scassa!
Un esempio? Io lavoro al computer per ore, poi ad un certo punto arriva lei e mi chiede se può scaricare la sua posta. Le cedo il posto e nel giro di 20 secondi il computer si blocca, o muore o si incasina.
Lei ... quell'angelo che mi chiede: puoi scaricare le foto dal cellulare? OK, faccio io. Ma poi mancano i driver, che non si trovano. O peggio che fino a ieri andavano e ora non vanno più.
Per farvela breve io ero schiavo del computer. Sempre dietro a sistemare questa o quella cazzata, a scaricare questo o quel driver, questa o quella applicazione per far andare le favole dei bimbi, piuttosto che l'ultimo dvd rippato, piuttosto che la scheda wifi. Io lavoravo per il computer!
Poi è arrivato LUI. No, non quello chiuso nell'armadio come pensa Harlock ...
Il macmini. E lui lavora per me. Io chiedo e lui fa! Se non fa, mi dice cosa fare per farlo andare, ed io eseguo. Niente registro di configurazione, niente ingrippamenti, niente: solo lavoro, lavoro che lui fa al posto mio.
Poi sono diventato matto, tutto in un colpo! È stato più o meno nello stesso periodo in cui sono uscito di casa e sono tornato col violino ... nessuno aveva mai saputo che amassi il violino, neanch'io!
E in questa follia mi sono lanciato lì dove non avevo mai osato osare: linux.
Ho comprato un portatile di ennesima mano su ebay, un po' di RAM e ho scaricato 17mila distribuzioni prima di arrivare a quella "giusta" per me e l'harware che ho: XUBUNTU. E anche lui lavora per me (non bene come mac, ma si impegna).
Concludo: il computer deve lavorare per me: deve rendermi la vita più facile; fare cose; regalarmi tempo. Tempo da spendere con chi mi sta vicino, tempo per fare quello che voglio. Libertà! Niente più schiavismi da irrigazione o da "hai chiuso la finestra?" "hai chiuso il gas" "hai staccaton l'antenna della TV che sta arrivando un temporale?" proprio un millisecondo prima che ti stia addormentando.
Orbene in questa mia (lo so che è folle, ma altrimenti non sarei il matto che sono) ricerca di ordine, l'ordine perfetto viene dal computer: che tutto vede, tutto sa e tutto fa. E siccome tutte 'ste cose gliele deve dire qualcuno ... il solo fatto di pensare a tutto quello che c'è da fare, mi dà la sensazione che tutto sia in ordine e che nulla sia lasciato alla mia innata capacità di dilazionare le cose da fare ... e quindi mi sento in pace con me stesso.
Ci vorrà tempo prima che tutto giri a meraviglia, ma il tempo investito (che è veramente poco) sarà compensato dal tempo guadagnato.

11 commenti:

  1. Un'amica (amica?) mi regalò un simpatico libercolo dal titolo "le madri", dove si spiegava che, fra le varie conseguenze della maternità, vi è la totale ed irreversibile compromissione della capacità di usare dispositivi elettrici/elettronici, dal masterizzatore di ultima generazione all'interruttore per accendere la luce, sia che si tratti di elettrotroglodite (come la sottoscritta), sia che si tratti di ingegnere elettroniche.......
    ciao matto, porta pasiensa.....

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  2. Effettivamente ... non ricordo se ANCHE prima della maternità fosse così ... uhmmmm ... riflettere devo!
    ciao mrs.bee

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  3. uh.. anche io ero così!!!!
    Poi sono andata a disintossicarmi per 3 anni in un'amena frazione di un ameno comune dell'ameno appennino parmense.
    Niente riscaldamento, niente telefono, niente tv.
    Ora sto cercando una via di mezzo: ho un powerbook G4 e un toshiba con slackware, ma ancora non trovo un legame tra questi e il pane fatto in casa.
    C'è la macchina per il pane, ma perché dovrei dare la soddisfazione di fare il pane a una macchina?
    Non so, ci vorrebbe una macchina che assaggia semmai il pane appena uscito!!!
    Però adoro vi e gli editor di testo più strampalati sono i miei preferiti.
    Forse fa parte della decrescita, fare programmi che occupino al massimo un dischetto (ebbene sì. il mio vetusto toshiba, ha il lettore floppy disk).. o più probabilmente è una mia fissa.

    Ma sto pensando di traslocare.
    E qui, il genio dei pc è Paolo, che però...
    appena si avvicina al mac lo inibisce: va lento, scalda, le applicazioni si chiudono inaspettatamente... spariscono le combinazioni di tasti..
    Eh.. sarà che sono sempre convinta di essere io il maschio di casa? :P

    Ps e OT..
    siamo un po' disperati. Nel terrazzo dei pomodori zucchine lamponi fragole, stanno rifacendo la copertura.
    :(
    speriamo bene.

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  4. aehm dimenticavo..
    lo smanettone ufficiale di pc in questa, è Paolo..
    io non ho mai fatto un intervento a cuore aperto tra ram e hd e ventole di raffreddamento.

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  5. In realtà anch'io vedo Xubuntu e il PII come rifiuto della corsa continua al super-computer e come una sorta di decrescita.
    Fare le stesse cose, con meno.
    L'hardware non lo compro, ma lo faccio da me.
    Studio Perl a tempo perso e conto di riuscire a fare quel po' di sw che mi serve da me (o scopiazzando qui e lì).
    Il pane, comunque, lo faccio a mano e non ho neanche la macchina del pane, ora, prima che Giovepluvio si scateni sulla landa teutonica, meglio che prendo la bici e fuggo a casa!!! Bye

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  6. Porca di quella ... troppo tardi!
    Timing's everything!!!

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  7. "E siccome tutte ste cose gliele deve dire qualcuno"
    Primo incontro con il computer, circa...20 anni fa, prima liceo, seduta davanti al mostro.
    Prima lezione dell' innovativo esoterico corso di INFORMATICA.
    Ci si guardava.La mia amica:
    " Digli qualcosa.. "
    " Ma cosa.. ? sottovoce,mi metteva in soggezione..
    "Digli di fare qualcosa..."
    "vabbè... - disegna 5 cerchi di 7, 8, 9, 10,15 cm di diametro-"
    naturalmente ho scritto, non gli ho parlato :-/
    E' rimasto lì scemo con le sue lucine verdi, una vera delusione!

    Saluti!,la moglie di Harlock

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  8. Pensa che ora potrebbe anche essere in grado di farlo ...

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  9. Ridi ridi, Odissea nello Spazio.
    m.d.H

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  10. Non rido ...
    comunque a discolpa di HAL9000 posso solo dire che non ci sono cattivi computer, solo programmatori incapaci!

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  11. Ciao Matto,
    anch'io ho un Macmini PowerPC, che non voglio aggiornare all'Intel - perché* dovrei farlo? Funziona tutto bene.

    Ottima l'osservazione di verdugo(sara):
    "perché dovrei dare la soddisfazione di fare il pane a una macchina?"

    Comunque se ti interessano software utili per mac o linux ecco un indirizzo:
    http://www.davidenovello.net/puntomela/freesoft.php

    A presto,
    Davide

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