Post

Anche a nord dell'Elba ...

... maturano i pomodori! Le piccole soddisfazioni di uno squinternato ....

Respiro, ergo vivo: spiegazioni generali.

Visto che se ne parla, forse è meglio che scriva ora le premesse che avrei dovuto scrivere prima. Forse il titolo corretto dovrebbe essere: "io ed il computer, più odio che amore". Premessa storica: in casa abbiamo SEMPRE avuto 'ste scatolette impazzite. Il primo è stato un DAI (mai sentito? Non preoccupatevi, era prima del VIC20 e dello ZX80 ...) Quindi sono cresciuto a pane e bit. Sempre bit della fantomatica multinazionale. Ho sempre cercato di stare al passo con i prodotti che man mano venivano smerciati e man mano che passava il tempo mi rendevo conto della aberrante logica del mercato: GUI super accattivanti che richiedono processori sempre più performanti e memorie sempre più GBantesche; virus sempre più bastardi dentro ,che richiedevano antivirus sempre più invadenti (mai provato a disinstallare definitivamente un prodotto dei compagni di merenda della citata multinazionale?) Fin qui poco male. Ero giovane e avevo tempo da buttare. Poi è arrivata LEI! Mia moglie...

Respiro, ergo vivo.

La fase negativa sta finendo e forse ho pure messo un punto alle mie peripezie informatiche. No. Non vuol dire che smetto di giocare col computer, vuol dire che forse ho trovato una soluzione "valida" alle mie esigenze. Cosa centra con l'orto? Centra, centra.... Ho mandato in pensione Misterhouse, che non sono riuscito ad installare con la facilità che speravo e ho aperto le porte a OWFS, una soluzione molto più ... come dire ... fai-da-te. Che novità eh?? Se non si smazza di saldatore e di codice, qui non si è mai contenti! OWFS è un progetto open-source di automazione basato sul protocollo 1-wire (OW sta per One Wire) ideato dalla Dallasvattelapesca, che c'ha messo anche l'hardware. Vabbè, ma cosa centra con l'orto? Centra, centra.... Dicevo l'harware ... una serie di sensori/attuatori che si collegano con due fili (sì, anche se si chiama 1 filo, usa 2 fili) ad una interfaccia attaccata al computer. Il computer riceve i dati e ci fa quello che voglio io....

I pomodori, questa lezione di vita.

I pomodori sono per me un esercizio costante di orticoltura. Non passa anno che io non impari qualcosa su questa pianta. Quest'anno ho imparato che: - bisogna sfemminellare i pomodori; - i pomodori crescono come i funghi e se non cimati arrivano ad altezze ragguardevoli (se sostenuti); - i sostegni dei pomodori devono essere luuuunghi. Molto più lunghi di quello che pensassi!!! - le piante di pomodoro pesano; - la forza di gravità esiste (non direttamente afferente ai pomodori, ma collegata); - se i sostegni non sostengono, la pianta si alletta; - ci vuole spazio tra le piante, non altro per poterci lavorare intorno, e correggere gli errori dell'ignorante; - se non c'é spazio e non ci sono i supporti luuuunghi, allora si va incontro a problemi! In compenso abbiamo i primi peperoni che fanno cucù tra le foglie.

La giustizia ....

... non é di questa terra. Si sa! Per questo penso ci debba essere un Dio, da qualche parte. Io lo chiamo Dio, magari voi lo chiamate in un altro modo ... ma il concetto è quello di un'entità superiore che vede e provvede. Certo deve avere un sacco da fare, questa entità: svariati miliardi di persone che gli chiedono di fare questo o quello, di soddisfare questa o quella "cosetta": una malattia, un'ingiustizia, una situazione difficile. Io non faccio eccezione. Ogni tanto mi viene naturale chiedere qualcosa. Senza mentire dirò pure che mi vergogno un po' a disturbare l'entità con le mie meschine richieste da mortale. Eppure talvolta l'entità ti ascolta e accoglie le tue richieste. Magari perchè non sono solo tue, ma di tutta una massa di altri esseri meschini che, come te, chiedono tutti la stessa cosa: giustizia e rispetto; e di fronte a così tanti che chiedono tutti la stessa cosa, neanche l'entità può fare orecchie da mercante. E così è stato: ieri ...

"Varda che ...

... che te gha da 'ndar in te l'ort!" o, tradotto: "Guarda che devi andare nell'orto!". Ho voluto che la prima frase proferita dal computer fosse questa. Forse solo perchè ero stufo di smanettare e sentivo la necessità di aria fresca, o forse perchè avevo bisogno che qualcuno mi destasse dall'ipnosi da schermo e mi riconducesse al mondo reale. Finalmente inizio a smarcare piccoli frammenti di cose da fare. Festival e Mbrola sono "operativi" ed il computer è in grado di parlare. Non dice ancora molto, ma ci sto lavorando su. Inesorabilmente, quando si raggiunge un obiettivo, subito altri 5 o 6 si sgomitano tra loro per quale deve avere la priorità e deve essere il prossimo ad essere raggiunto. Ma per il momento possono aspettare. Il tempo sta volgendo al peggio. I temporali hanno abbassato la temperatura ed il cielo è tornato di un colore a metà stada tra il piombo e il "stagnodiWedelcopertodipollini", con un tocco di polveroso. Speriam...

Ma la finirà ... prima o poi!

Un po' di tempo che sono distante dal blog. Incredibile da credersi! Non sono distante fisicamente: il computer è immancabilmente a portata di mano. Il problema è la testa: ottocento cose tutte insieme ... alla faccia del multitasking! Il lavoro con alti e bassi, con silenzi ed improvvise convocazioni per risolvere i problemi più astrusi che la mia mente malata (e quella di uno dei datori di lavoro) possa concepire. L'orto che prosegue, d'inerzia. Stiamo mangiano zucchini, fragole, cipolle, insalate. Ho preparato i primi cetriolini in agrodolce (ora manca solo lo speck). Attendo il caldo per i pomodori ed i peperoni. Il pane e la pasta madre da rinfrescare. La casa in Italia da vendere (e litiga con questa o quella banca, sgrida il notaio, scrivi lettere e procure). Il trasloco e quanto ne segue (cercare nuova casa, scuola per i figli, ditta, capire quando si deve fare il movimento). Misterhouse da installare ... quest è l'ultima frontiera della follia! Ingredienti: un ...