giovedì 20 marzo 2008

AAA aiuto cercasi.

In una "tiepida" mattina di pioggia nel bosco sono inciampato in una macchia di questi:


non è che qualche lettrice " a caso", sfogliando nei sacri libroni, riesce a dirmi che fungo è e, soprattutto, se è commestibile?

8 commenti:

  1. Verde come la Vita20 marzo 2008 13:07

    Ciao... mi piace troppo il tuo blog. Lo linko nel mio, spero non ti dispiaccia!
    Anna

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  2. Ah, potrebbe essere un finferlo particolarmente rincagnato (edibile) tanto quanto un Clitocybe Olearia assai fotogenico(tossico), vedi tu ;)

    (Certo che svegliarsi all'alba per andare a cercar funghi è proprio un'attività da ma... ops... da maschi!)

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  3. @ equipaje: un finferlo non è! Almeno non uno di quelli che conosco io come tali che non ho il nome scintifico sotto mano ma fa qualcosa come cantarellus o giù di lì mi pare ...
    'staltro nome ... osè ... mi potresti dire qualcosa di più?
    Descrizione aggiuntiva: non ha lamelle; consistenza cerulea; tutti avevano il cappello modello "scorza cerebrale" ....
    Vedi che sapevo di poter contare su di te??? GRAZISSIME
    @verde come la vita: un blog? dove? lascia le palline di mollica di pane dietro di te, che altrimenti non so dove cercarti ...

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  4. Oltre che lettore superficiale sono pure smemorato e lento ....
    1. non mi sono svegliato all'alba: matto sì, ma mica mona!
    2. era una battuta e non l'ho capita, vero?? ops.

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  5. Direi più una Gyromitra esculenta ...
    FONTE
    http://www.funghiitaliani.it/lofiversion/index.php/f39.html
    Incredibile!!! Si trova davvero tutto in rete.

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  6. Hai la suocera a pranzo per Pasqua? ;)

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  7. No, ma un eccesso di parenti ed amici che hanno deciso di farci visita ... con la polenta come li vedi? ;-)

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  8. Potrebbe anche essere. Ho consultato "Funghi dal Vero" di Bruno Cetto, il mio vangelo micologico.La foto sul Cetto presenta un cappello marrone ma specifica che il colore può essere “bruno-castano-rossiccio”. La carne è un po’ acquosa di forte odore “spermatico” (che paragoni); il gambo gibboso, irregolare irregolarmente cavo. Per quanto attiene alla commestibilità dice: buon commestibile, è necessario venga cotto ed usato con prudenza. Il che mi sembra una contraddizione anche alla luce di una pagina intera che lo riguarda nella sezione sulla tossicità dei funghi che riporto qui: Finora controversa la tossicologia delle Gyromitra Esculenta. La sua tossicità alto stato crudo produce gravi fenomeni di emolisi e danni che interessano la sfera epatica e possono causare anche esito letale) non impedisce che esso venga comunemente consumato cotto come ottima specie commestibile. Si consiglia di sbollentirlo nell'acqua,prima della cucinatura, e di scartare I'acqua di ebollizione. Si e creduto per molto tempo the l'agente principale di queste intossicazioni fosse un acido elvellico (Boehm, 1885), non meglio studiato, facilmente termolabile e quindi completamente eliminabile con it riscaldamento. Non trovano invece facile spiegazione le intossicazioni, pin o meno leggere, frequentemente osservate in coloro che consumano questo fungo in pin pasti ravvicinati, e che si supponevano dovute a fenomeni anafilattici provocati da sostanze concomitanti leggermente tossiche. Studi recenti (List e Luft, University di Marburgo, 1968) hanno provato che l'acido elvellico non esiste e che il tossico della Gyromitra esculenta a una sola sostanza, di carattere non acido, ma aldeidico, e contenente azoto, perfettamente definita ormai come struttura chimica e anche sintetizzata, di formula bruta C4 H8N2O, e che a stata chiamata giromitrina. Questo composto a volatile, perciò si libera dal fungo coll'essiccamento, mentre trattando il fungo a ebollizione non sempre si riesce a eliminarlo in modo completo: i suoi residui, rimasti net fungo anchedopo accurata cottura, possono dare luogo a intossicazioni nei casi che vengano ingerite forti quantità o in pasti ripetuti a breve distanza. Queste nuove nozioni sarebbero sufficienti a spiegare in modo soddisfacente i fenomeni di intossicazione, apparentemente contradditori fin qui osservati, e raccomandano di consumare la Gyromitra esculenta sempre ben cotta in quantità moderate e non in pasti successivamente ripetuti a breve intervallo di tempo. Non a invece pericoloso consumare il fungo essiccato.

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