domenica 24 ottobre 2010

mercoledì 20 ottobre 2010

Fava, Favino, Favetta - Vicia faba L.


La Fava come pianta alimentare è stata utilizzata dall’uomo nell’area mediterranea e medio-orientale in tempi molto remoti. Nell’antichità e per tutto il Medio-Evo, fino al secolo scorso, le fave secche cotte in svariati modi hanno costituito la principale base proteica alimentare di molte popolazioni. La loro composizione media è, infatti, la seguente: sostanza secca 85%, sostanze azotate 23-26%, ceneri 3%, grassi 1,2%, fibra grezza 7%, estrattivi in azotati 48%.

La fava si adatta bene a terreni pesanti, argillosi, argillo-calcarei; rifugge da quelli sciolti e poveri di humus, organici, soggetti ai ristagni di acqua.
La semina autunnale va fatta in modo che le piantine abbiano raggiunto lo stadio di 3-5 foglie prima dell’arrivo dei freddi. Nelle regioni centrali l’epoca ottimale di semina è tra ottobre e novembre. Eventuali semine primaverili (in realtà a fine inverno) vanno fatte quanto prima possibile per anticipare il ciclo e sfuggire alla siccità.
Nella coltura ortense la fava a seme grosso è seminata a postarelle, deponendo 3-5 seme per buchetta in 4-5 buchette a metro quadro.
Tra le cure colturali che (non sempre) si fanno ricordiamo le sarchiature, una leggera rincalzatura, la cimatura.
L’epoca di raccolta è la metà di giugno nell’Italia meridionale, la fine di giugno in quella centrale, la metà di luglio nell’Italia settentrionale con semina primaverile. Quella dei semi secchi si fa quando la pianta è completamente secca.

Le principali e più frequenti avversità nelle quali può incorrere la fava sono le seguenti.
Antracnosi: gli attacchi più gravi sono quelli sui baccelli sui quali forma tacche necrotiche e depresse, nerastre, che si estendono ai semi in formazione.
Ruggine: si manifesta sulle foglie e sugli steli con la comparsa di pustole rugginose.
Mosaico: diversi virus provocano le malattie del mosaico sulla fava.
Orobanche: è una fanerogama parassita che infligge nelle radici della fava i suoi austori con i quali sugge la linfa elaborata dalla leguminose.
Afide nero: infesta la fava, e molte altre piante, formando colonie di afidi neri che portano le piante a grave deperimento oltre a trasmettere alcune virosi.
Tonchio: gli adulti depongono le uova sui giovani baccelli; le larve neonate forano i carpelli per raggiungere i semi all’interno dei quali si sviluppano scavandovi gallerie; al termine del ciclo gli adulti sfarfallano dai semi perforando i tegumenti seminali.

Pisum sativum Asch. et Gr.


Il pisello è una pianta che ha limitate esigenze di temperature per crescere e svilupparsi, ma rifugge i forti calori e la siccità. Germina con accettabile prontezza con temperature del terreno intorno a 4 °C, mentre la temperatura ottimale per il compimento del ciclo vitale è compreso tra 15 °C e 18 °C.

La resistenza al freddo del pisello è limitata, ma varia molto con il grado di sviluppo della pianta e con la varietà. La fase di massima resistenza è lo stadio “4-5 foglie”, in cui sopporta senza danno temperature fino a -8 °C allo stadio di fioritura anche gelate leggere sono dannose.
Il pisello teme moltissimo i ristagni di umidità che rendono il terreno freddo e asfittico. Non ha esigenze particolari riguardo al terreno, tuttavia i terreni più adatti sono quelli piuttosto sciolti, ben areati, con moderato contenuto di calce e pH compreso tra 6,5 e 7,5, di buona capacità idrica.

È buona norma prevedere un intervallo di almeno 4 o 5 anni prima di far tornare il pisello sullo stesso terreno, a causa delle malattie.

L’epoca di semina più comune è ottobre nel Nord Italia, novembre nel Centro Sud. In pieno campo la semina va fatta a file distanti sui 0,18-0,25 m. I semi vanno posti alla profondità di 50-70 mm, onde ridurre la predazione da parte degli uccelli e roditori.

Le principali avversità in cui il pisello può incorrere sono le seguenti.
- Peronospora, la malattia si manifesta in periodi freddi, e piovosi, formando macchie clorotiche sulla parte superiore delle foglie e muffa bianca prima, violacea poi su quella inferiore;
- Antracnosi, in genere la malattia compare su foglie e baccelli, sui quali provoca macchie bianco-grigiastre rotondeggianti, con margine bruno-rossastro.
- Fusariosi, provocano necrosi del colletto con conseguente ingiallimento e avvizzimento rapido delle piantine.

- Afidi verde e nero, formano colonie sulle foglie portando deperimento delle piante e diffondono le virosi del pisello;
- Tonchio, i semi sono molto soggetti a essere attaccati dal tonchio che alla fine della fioritura depone le uova sui piccoli baccelli nei cui semi le larve poi passano e si sviluppano.

lunedì 18 ottobre 2010

Vediamo se quest'anno viene ...

AGLIO

L'aglio si adatta bene per quanto riguarda il terreno purchè sia soffice, ma preferisce comunque terreni con bassa salinità e ben dotati di sostanza organica. L'ottimo di reazione oscilla tra pH 6 - 7.
Per controllare meglio le malattie fungine il terreno deve essere ben aerato e lavorato per evitare qualsiasi ristagno d'acqua.
Le esigenze di temperatura sono:
• semina diretta nell'orto, 5°C almeno per la germinazione;
• temperatura letale -10, -15°C;
• le piante che non sono mai esposte a temperature inferiori ai 15 gradi hanno difficoltà a formare il bulbo.

ROTAZIONE / CONSOCIAZIONE

L'aglio di norma segue colture che lasciano il terreno ben dotato di sostanza organica, sofficie e con poche erbacce. Per tali motivi è bene che segua spinaci, patate, cavoli, mentre risulta svantaggiosa la successione ad altre Liliaceae o bulbose, o piante a radice carnosa; non deve mai succedere a se stesso per motivi fitosanitari, è opportuno far trascorre almeno 4-5 anni prima di ripetere la coltura sul medesimo appezzamento.
Su piccole estensioni è consigliabile abbinarlo con le carote a file alterne.

FERTILIZZAZIONE

La fertilizzazione è elemento di grande importanza non solo per la crescita e per la produzione, ma anche per il controllo di malattie e dei parassiti, quindi è assolutamente indispensabile concimare il terreno almeno 30 giorni prima della semina se si usano concimi organici e polline acquistati sul mercato.
La concimazione migliore è da considerarsi in relazione al terreno dove si effettua la coltivazione, generalmente con l'apporto di circa 400 q / ha di compost, la coltura non avrà più bisogno di nessun apporto fogliare. Tali quantità sono indicative e non considerano gli apporti delle colture precedenti.

IMPIANTO

La preparazione del terreno deve essere eseguita con la massima cura almeno 30 gg. Prima delle operazioni di semina.
Secondo il calendario lunare la messa a dimora deve avvenire cinque giorni prima della luna piena.
L'investimento ottimale è di 25-30 bulbilli/mq (40-45 cm tra le file e 8-12 sulla fila).
La distanza tra le file per esigenze di lavorazioni può variare secondo il tipo di meccanizzazione utilizzabile.

domenica 17 ottobre 2010

Stanco, ma felice!

Stamattina piccoli lavori nell'orto:
- setacciato il compost e spostato il mucchio;
- bruciato le stoppie;
- preparato due aiuole per la semina.
a latere ... spostata la legna e pulito l'area dietro casa. ora si pranza!!!

mercoledì 13 ottobre 2010

E piove!


Se fino a qui avevo pensato ad un week-end di sano lavoro nell'orto, con l'acqua che ha buttato stasera se ne parla tra un milione di anni di metter mano alla vanga :-(
Mai rimandare a domani quello che si può fare oggi.

Sistema.

Visto che Barba mi ha detto che ci vorrebbe un kit per ogni giorno, propongo qui una xxxx mentale che mi ero fatto a suo tempo su come mi sono organizzato per le "emergenze".
La mia idea era: creare un sistema modulare di "kit" che fosse in grado di soddisfare diverse esigenze.
Le esigenze fanno la differenza!
Io ho le mie, voi avete le vostre. Ad esempio io ho bimbi relativamente piccoli che quando escono di casa si sporcano, sporcano, hanno fame e tendono a farsi male, hanno sete o devono improvvisamente andare in bagno :-)
In generale le esigenze ed i relativi accorgimenti sono funzione dell'ambiente in cui ci si trova, dello stile di vita che uno conduce, del sesso (maschietti e femminucce non sono, ahimè, uguali) e della disponibilità economica (specie per quanto riguarda i kit).
BOB sta per Bug Out Bag, ossia l'asso nella manica che ti tira fuori dai guai.
Il materiale medico è trasversale alla "cipolla", nel senso che per ogni strato c'è qualcosa in più.
Per la lista del mio EDC vi rimando alla prossima ....

martedì 12 ottobre 2010

Priorità nelle difficoltà.

Se uno si legge qualche manuale di sopravvivenza "impara" che le priorità sono: riparo, acqua, cibo (seguono le altre ...).
Talvolta questo concetto viene espresso con la "legge del tre", ovvero non si può vivere se si sta tre minuti senza aria, tre ore senza adeguato riparo, tre giorni senza acqua, tre settimane (?) senza cibo.
Si tratta di una "legge" molto spannometrica, ma che da un'idea sulle priorità in caso di emergenza. La teoria è molto bella. Ma cosa vuol dire tutto questo?
Come si fa un riparo? Come si accende un fuoco senza fiammiferi? Come si raccoglie l'acqua? Di cosa ci si nutre? Cosa mi serve per "sopravvivere"?
Gli autori dei citati libri vi direbbero che per affrontare l'emergenza è fondamentale avere al seguito un kit di sopravvivenza contenente alcuni materiali che risultano essere d'ausilio nella gestione di queste "crisi". Ma cosa è veramente necessario?
A questo punto qualcuno si lascerebbe andare a lunghe (o corte) liste di materiali hi-tech, capaci di soddisfare tutti i bisogni di Maslow.
Altri vi direbbero che bastano due cose: conoscenza e cervello.
La conoscenza non ingombra le tasche, la portiamo sempre con noi immaganizzata nel cervello. Il cervello ci dice cosa fare nelle diverse condizioni, perchè una cosa che pochi dicono chiaramente è che la grande differenza la fa l'ambiente in cui uno si trova. Potete avere ami di tutte le grandezze nel vostro kit, ma se siete nel deserto che ve ne fate? :-)
Adattarsi alla situazione, improvvisare con quello che si ha a disposizione e raggiungere lo scopo: sopravvivere.

lunedì 11 ottobre 2010

Orto di ottobre, quasi novembre.

Dopo il lento naufragare di quest'estate, tocca ora riprendere alla mano l'orto e preparalo all'inverno.
Tra le cose da fare tocca:
- estirpare le piante che hanno concluso il ciclo produttivo (o farglielo finire :-) tipo i pomodori);
- sistemare le canne al riparo, pronte per l'anno prossimo;
- setacciare il compost e ammucchiare il terriccio buono;
- lavorare il terreno incorporando il compost.
La superficie, per l'inverno, la tengo limitata. Inutile far piani in grande quando poi la lotta contro la gramigna mi ammazza. Meglio poco sotto controllo, che tanto allo stato brado!
Poi arriva novembre!
Seminare aglio, cipolle, piselli e fave :-)

mercoledì 6 ottobre 2010

Buoni propositi autunnali

Sta arrivando l'autunno.
La lista dei progetti è lunga come un rotolo di carta igienica, ma il tempo è poco.
Sto pensando a cosa fare nei fine settimana invernali con Ansia e Tormento ...
- corso su tecniche (primitive) di accensione di un fuoco;
- intreccio di corde.
Almeno stanno all'aria aperta, si distraggono ed imparano (giocando) qualcosa di utile.